Il vigneto ed i vini di Vaira

I vigneti ricoprono una superficie di 50 ettari ripartiti tra 20 ettari a filare (Montepulciano principalmente, Cabernet e Merlot) e 25 ettari a tendone (Trebbiano, Sangiovese, Falanghina e Montepulciano).

La vigna si integra perfettamente nel contesto territoriale dolcemente collinare. In vigna così come nel resto dell’azienda si pratica l’agricoltura biodinamica, la vigna è uno degli organi che compongono l’azienda, mentre l’uomo è colui che la determina.

La vigna non è un elemento a sè ma si integra perfettamente nel contesto aziendale ed anch’essa vive dei ritmi dell’azienda. Anch’essa è interessata alla fienagione, alla raccolta delle granaglie per l’alimentazione del bestiame. Anch’essa sente l’influenza di quelle forze che poi le vengono donate per la sua vitalità.

Il compost è un dono che riceve cosi come i preparati che l’uomo applica su di essa. Ecco alcune prassi nella conduzione del vigneto ovvero la ritmicità che ci accompagna sui quali le forze cosmiche hanno il loro influsso.

Le lavorazioni autunnali e soprattutto con la semina del sovescio a file alterne segnano il nostro inizio stagione. In Di Vaira impieghiamo soprattutto il favino perché apporta azoto al terreno lasciandolo soffice e ben strutturato. Per aiutare le piante a resistere a maggiori condizioni di stress applichiamo delle ripuntature profonde circa a 35 cm per aiutare le radici a rigenerarsi ed approfondirsi nel terreno nella speranza di rafforzare le piante. Seguono poi le potature a mano di Pasquale (detto il foggiano) e della sua squadra. Si legano i ceppi con la squadra delle signore della Di Vaira e si trinciano i resti di potatura. In Di Vaira il personale legato alle operazioni più delicate della vigna è sempre lo stesso cosi che la vigna sia anche un po’ loro. Verso aprile interriamo il sovescio e l’inerbimento spontaneo che cerchiamo di lasciare per maggior tempo possibile. Questo metodo consente di mantenere un controllo sulla peronospora che con il terreno pulito attaccherebbe prima la vite. In tutto questo si inserisce l’impiego dei preparati biodinamici e l’impiego del compost aziendale che a sua volta è frutto di altre forze formatrici che agiscono su di esso rendendolo sempre più compatibile con la vita del terreno e della vite che su di esso cresce. Il 500 nel terreno viene impiegato più volte in autunno e primavera per ottenere un buon effetto qualitativo sul miglioramento e conservazione della vitalità del terreno. Il 501 agisce a completamento del 500 ed il suo impiego induce un effetto qualitativo sulla pianta portando maggiore resistenza ai patogeni e migliora la qualità delle uve se applicato con regolarità. Bisogna prestare attenzione a capire quando la pianta è pronta a ricevere il preparato. Noi impieghiamo il preparato 501 innanzitutto a partire dalla ripresa vegetativa e al formarsi delle prime foglie. Questa azione porta a una connessione tra le forze di luce che agiscono sulla parte aerea e il lavoro intenso delle radici.

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